martedì 7 marzo 2017

Una Community Library per Mottola, ovvero: far rinascere la Biblioteca comunale

FORESTIERO - «Scusi, dov’è il Palazzo della Cultura?»
MOTTOLESE (perplesso) - «...perché, a Mottola c’è un Palazzo della Cultura?»
(dialogo realmente avvenuto)





Scaffali non a norma, mancanza di un accesso per disabili, parte delle collezioni ancora chiuse in scatoloni vuoti dai tempi del trasloco (avvenuto nel 2014), il Fondo Paolo Scarano mai sfruttato, totale assenza di connessioni Internet sia wifi che cablate, nuove acquisizioni latitanti da decenni, la porta quasi sempre chiusa per carenza di personale…

Così si presenta oggi la biblioteca «Vito Sansonetti» di Mottola, dove regnano il silenzio e un’aria… opprimente.

L’ex scuola materna «Perasso», dove è stata trasferita da qualche anno, è stata ribattezzata «Palazzo della Cultura». Sono stati spesi soldi per ritinteggiare alcune stanze e fornire quella più grande di un impianto di amplificazione e di un tavolo. Ma, a conti fatti, si tratta un contenitore vuoto e morto di cui ci si ricorda solo quando occorre svolgere qualche manifestazione di un’oretta – o, ad andar bene, qualche mostra di foto o di cartelloni. Solo un piano dell’edificio è fruibile (ma resta, di fatto, non fruito) mentre gli altri spazi, fatta eccezione per i locali che ospitano alcune classi del Professionale «Lentini», restano chiusi e inagibili.

Ma a nessuno pare importare.

Una biblioteca di pubblica lettura

La biblioteca è percepita oggi come un’entità inutile e démodée, visto che tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno sono «a portata di Google».

Niente di più falso. La biblioteca del XXI secolo è un luogo di cui nessuna comunità cittadina culturalmente vivace potrebbe fare a meno.

Se siamo abituati a pensare alle biblioteche come luoghi di conservazione del materiale librario, allora è ovvio che ci vengono in mente spazi opprimenti, con scaffali pieni di volumi fin sul soffitto, pieni di polvere pronta ad assalirci non appena ne sfogliamo le pagine.

Ma non esistono solo le biblioteche di conservazione (che, pure, hanno un loro perché): esistono anche le cosiddette biblioteche di pubblica lettura, tipiche di quelle culture di tradizione protestante.

Cosa si fa in queste tipologie di biblioteca? Tante cose: si possono trovare tanti computer connessi a Internet, si può trovare il quotidiano del giorno (anche in digitale: l’abbonamento alla Gazzetta del Mezzogiorno on line ha un irrisorio costo annuale di 189 euro; quello all’archivio storico del giornale, con 120 anni di storia della Puglia a disposizione, addirittura solo 70 euro), si può trovare personale competente in grado di rispondere a varie domande e reperire determinate informazioni, si possono frequentare corsi di informatica o di lingue tenuti da volontari, si possono seguire seminari ed eventi culturali, in ultimo si possono trovare anche libri di recente pubblicazione e una nutrita videoteca in DVD e files digitali, con la possibilità di visualizzare il tutto sul posto, o su terminale PC con cuffie oppure, pianificando visioni collettive programmate, in una sala video dotata di Smart TV gigante, magari anche dotata di abbonamenti a servizi in streaming.

A chi si rivolge questo tipo di biblioteca? A tutti: soprattutto alle fasce considerate più «deboli», agli anziani privi di alfabetizzazione informatica, ai disoccupati che hanno bisogno di supporto per la ricerca di lavoro, agli scolari e agli studenti che non hanno gli strumenti per svolgere la lezione in flipped classroom, a chi non può permettersi una connessione Internet, a chi ha bisogno di aiuto per inviare una mail o compilare un modulo online indispensabile per interfacciarsi con la pubblica amministrazione, a chi vuole formare un gruppo di lettura, a chi ha bisogno di un posto tranquillo per studiare portandosi da casa i propri libri, a chi vuole lanciare una nuova start-up e ha bisogno di idee, a chi vuole incontrarsi con persone che condividono le proprie passioni, anche a chi vuole incontrare persone totalmente diverse da sé e lasciarsi contaminare da nuove visioni del mondo, a tutti quei cittadini che vogliono uscire dalla propria tana “(a)social” e interfacciarsi con il mondo reale…

Insomma, un luogo del tutto diverso dalla nostra attuale biblioteca.

Un luogo dei sogni… che si possono realizzare

Un luogo dei sogni? Un sogno inutile, visto che l’utenza attuale della biblioteca è pari a zero?

No. Al contrario, un luogo utilissimo per la crescita culturale dei cittadini e di tutta la comunità. E spesso è l’offerta stessa a creare la domanda. Se non si offrono determinati servizi (e se non li si pubblicizza a dovere), non si può mai essere in grado di determinare quanti fruitori si possono intercettare. L’attuale offerta della biblioteca di Mottola è nulla - o, comunque, per nulla pubblicizzata; pertanto, è normale che la domanda sia pari a zero.

La biblioteca di pubblica lettura deve essere un’infrastruttura strategica, che serva ad allargare lo spazio mentale dei cittadini. Uno spazio che garantisca ai cittadini il loro diritto all’informazione, ancora più vitale in un’epoca come la nostra, che sembra compromessa dalla cosiddetta post-verità. Un luogo che fornisca una bussola in un mondo in cui la sovrabbondanza di informazioni disorienta il cittadino. Un punto di riferimento fisico, che possa fare da catalizzatore di energie buone e di idee innovative per Mottola.

Per fare questo, occorre che la biblioteca di Mottola sia bella, accogliente, ricca di materiali, ricca di spazi.

Come realizzare tutto questo?

Biblioteca comunale?… Palazzo della Cultura?… COMMUNITY LIBRARY

Sì, ma tutto questo ha un costo. Dove trovare i fondi?

Intanto, alcune parole magiche:

- Regione Puglia;
- Azione 6.7 - Asse VI del POR Puglia 2014/2020;
- Bollettino Ufficiale della Regione Puglia, n. 5, supplemento del 12/01/2017.
- Community Library.

Cosa significa? Significa che la Regione Puglia, con deliberazione della Giunta Regionale del 13 dicembre 2016, n. 2015, ha appena approvato le macroaree di attività coerenti con gli obiettivi e i criteri previsti dall’Asse VI azione 6.7 del POR Puglia 2014/2020 ed in linea con le azioni del Piano strategico del turismo e del Piano strategico della Cultura. Sebbene tutte le macroaree approvate siano molto interessanti, tuttavia con il discorso che stiamo facendo è maggiormente congruente la prima area, i cui caratteri possiamo leggere qui di seguito:



«La Community Library: essenza di territorio, innovazione, comprensione nel segno del libro e della conoscenza. Sviluppo di un modello evoluto di biblioteca per il consolidamento di luoghi all’interno dei contesti urbani che preservino il valore identitario, favoriscano l’offerta di servizi innovativi, per la promozione del libro e della lettura, e la costruzione di presidi di incontro tra persone, luoghi e oggetti per ideare in maniera condivisa il racconto del territorio (con particolare riguardo alle biblioteche scolastiche; comunali; per ragazzi; di ateneo).»

Quindi, durante il primo semestre 2017 saranno avviati i procedimenti amministrativi per attuare la suddetta macroarea di attività. E ciò significa che presto verranno emanati bandi per aprire, incentivare, potenziare le Community Library così come sopra articolate. Sarà una prima occasione per rilanciare la biblioteca e rifondarla parzialmente come Community Library.

Ieri, 6 marzo 2017, ho contattato personalmente gli uffici regionali per avere maggiori informazioni sul bando. Allo stato attuale, poco si sa su contenuti e requisiti per parteciparvi; ma già un'idea è possibile farsela. La delibera di dicembre 2016 prevede dunque che il bando veda la luce entro giugno 2017; al telefono mi è stato detto che si auspica che il bando venga pubblicato il prossimo aprile. 

I tempi saranno strettissimi e a ridosso della campagna elettorale per le comunali. Ma si tratta di un'occasione imperdibile: occorre lavorare sin da ora per partecipare al bando e, in caso di vittoria, bisognerà fare presto per presentare in tempo i documenti necessari.

Vigilare e tenersi pronti, nonché interfacciarsi con gli uffici regionali per capire quali caratteristiche avranno i bandi in arrivo, prima ancora che vengano pubblicati: muovendosi per tempo, si può fare in modo che Mottola abbia i giusti requisiti per intercettare la maggiore quantità di fondi. Ecco cosa significa, a mio avviso, governare con efficienza: precorrere i tempi, bruciare le tappe, essere a stretto contatto con la Regione Puglia per conoscere in anticipo cosa bolle in pentola, conoscere per primi quali bandi arriveranno e quali caratteristiche avranno; se e quando possibile, trascorrere più tempo a Bari che sul Comune di Mottola per poter interagire direttamente con chi i bandi li allestisce in prima persona e, pertanto, può dare i migliori consigli su come parteciparvi. Mi impegno politicamente ad adottare questo come mio principale modus operandi da amministratore, non solo nella cultura ma in tutti i settori.

Ovviamente, una volta «rianimata» con i fondi regionali, la biblioteca così concepita si dovrà sostenere economicamente. Ne riparleremo. Nel frattempo, è opportuno ripassare quanto previsto nel documento del POR Puglia 2014-2020 riguardo al'azione 6.7, sezione A (cioè, quella che riguarda, fra le altre cose, anche le Community Library):





Tanti progetti in biblioteca 

Parallelamente all’obiettivo di costituzione della Community Library con fondi regionali, possono essere fatti partire, autonomamente, e da subito, i seguenti micro-progetti a costo ridotto (o a costo zero):

- emeroteca virtuale: abbonamento ai principali quotidiani e periodici locali online (Gazzetta del Mezzogiorno, Quotidiano di Puglia...);
- digitalizzazione delle pubblicazioni locali mottolesi, con la costruzione di un archivio virtuale permanente, anche online. Questo progetto era stato parzialmente avviato da me stesso qualche anno fa col nome di “Mottola Digitale” (ne trovate i frutti sul sito Calaméo, raggiungibile cliccando qui: la raccolta completa de “Il Riassunto” e de“La Nuova Vespa”, nonché alcuni numeri digitali dei periodici “Motvla” e “Mottola Press”); tuttavia occorre riprenderlo da zero, ridigitalizzare le pubblicazioni implementando una funzione interna di ricerca dei testi e completare l’opera;
- collaborazione con le cattedre di Storia moderna e contemporanea delle Università pugliesi e lucane per poter dare il giusto lustro al Fondo Paolo Scarano, costituito da numerosi volumi di storia dell’America Latina, spesso in lingua straniera;
- istituzione di un «Fondo Becket» che raccolga il maggior numero di pubblicazioni sulla figura di San Tommaso di Canterbury, sul re Enrico II d’Inghilterra, sul periodo storico in cui vissero, sul Medioevo in generale: ciò al fine di incentivare lo studio di questi personaggi in vista di un’eventuale ripresa di manifestazioni storiche a carattere medioevale;
- istituzione di un fondo che si proponga di raccogliere sistematicamente il maggior numero di pubblicazioni di cultura locale (storia, lingua, tradizioni, società…) prodotte a Mottola e dintorni o che, in ogni caso, riguardino direttamente Mottola, il suo territorio, i territori dei paesi limitrofi;
- istituzione di un fondo sul rupestre.

E, nelle more di un impianto di connessione alla Rete… urge fornire un modem-router LTE (per intenderci, quelli che permettono una connessione ADSL tramite una scheda SIM)... perché una biblioteca senza Internet nel 2017 non si può proprio immaginare.

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